Se c’è un popolo che mi sta a cuore è quello afghano, forse perché ha dato i natali a poeti come Sana’i e Rumi, forse perché più di altri popoli ha sofferto le invasioni di popoli stranieri e l’oppressione di governanti ciechi e ignoranti, forse perché a Bamiyan nell’antichità sorgeva uno dei più grandi centri spirituali del mondo intero, forse perché abita lungo la Via della Seta, forse perché coltiva un’uva di grande bontà che si chiama Shundakhani.
L’uva passa di Shundakhani è la più pregiata fra le novantasei varietà di uva coltivate in Afghanistan e viene essiccata naturalmente all’ombra in appositi locali chiamati khasmish khana.
L’uva è il frutto più importante del sistema agricolo afghano.
Uvetta comprata al Salone del Gusto e Terra Madre 2012 presso lo stand dei “Coltivatori di frutta secca dell’Afghanistan”, prodotta da Samsoor Bun a Kandahar.
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